L'arte contemporanea nella città di Pistoia ha trovato prestigiosi e assai particolari spazi espositivi nelle stanze del palazzo, un tempo di proprietà alla famiglia pistoiese di cui ancora oggi conserva il nome.
Da alcuni anni si succedono nelle sale del piano nobile allo scopo restaurate esposizioni che, promovendo i linguaggi più avanzati dell'arte, vedono la presenza di alcuni tra i maggiori protagononisti delle arte figurative italiane; tali mostre hanno contribuito alla formazione di una collezione permanente d'arte contemporanea allestita nelle stanze del secondo piano (vi) del palazzo.
Le prime notizie dell'edificio risalgono alla metà del XIV secolo quando il palagio, come si chiamavano i palazzi in epoca medioevale, di ben più modeste dimensioni rispetto all'attuale era costituito da una casa torre di proprietà della famiglia pistoiese dei Dondori.
Acquistata dai Fabroni ai primi del XVII secolo l'originaria costruzione subì una radicale ristrutturazione. I nuovi proprietari la ampliarono notevolmente aggiudicandosi le antiche case confinanti, quest'ultime assieme alla torre costituirono il corpo principale del palazzo una volta terminati i lavori. Delle costruzioni medioevali rimane traccia in alcuni inserti in pietra e in mattoni messi in evidenza dal recente resturo.