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Interventi istituzionali

Settore Arte e Beni Artistici
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Chiesa della Madonna
del Carmine
Pistoia

È terminata nel luglio 2003 la prima fase dei restauri della chiesa della Madonna del Carmine di Pistoia, che hanno interessato il restauro delle facciate, del campanile, della copertura e il consolidamento della volta.
La chiesa, abbandonata per vari anni, si trovava in un generale stato di degrado che ne stava compromettendo completamente le strutture. Don Grazzini, parroco della parrocchia di S. Andrea, a cui è affidata la struttura, si è fatto promotore verso la Fondazione e la Soprintendenza del recupero di questa importante testimonianza architettonica.
La Fondazione, convenendo con la Soprintendenza sull’importanza del progetto volto a restituire alla cittadinanza e al culto questo importante monumento, lo ha inserito fra i progetti propri, assegnando un finanziamento di circa € 253.000.
L'intervento di restauro e consolidamento delle strutture architettoniche è così iniziato nell’ottobre del 2001, grazie anche alla collaborazione della Conferenza Episcopale Italiana.
La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Firenze, Pistoia e Prato sta curando l’impegnativo e delicato restauro interno, fra cui gli affreschi di Vincenzo Meucci e di Tommaso Gherardini e le tele di Pietro Marchesini, di Leonardo Malatesta, del Cigoli e di Ignazio Hugford e gli stucchi.
Il primo insediamento della chiesa del Carmine e del convento adiacente, risale al 1291, poco dopo l'arrivo dei frati Carmelitani a Pistoia.
Dell'antica costruzione non rimane che la base del campanile dal momento che tutta la struttura primitiva è stata modificata ed è andata gradualmente trasformandosi e scomparendo nei secoli successivi, soprattutto nel XVIII secolo. Dal 1740 al 1750, infatti, la chiesa fu oggetto di un completo riassetto su progetto dell'architetto padre Raffaello Ulivi, in base ai dettami e gli stilemi del tardo Barocco. Secondo lo stile dell'epoca fu disegnata l'ampia volta dell'interno che si sovrappose al soffitto ligneo e fu costruito tutto l'apparato decorativo: a partire dall'altare in marmi policromi, agli altari laterali, agli stucchi fino alle tele e agli affreschi.
La storia di questa Chiesa tuttavia non è mai stata particolarmente lineare e in più fasi fu sconsacrata e impiegata per usi diversi. Già nel 1803 fu soppressa e donata da Napoleone alla Regia Accademia di Scienze, Lettere e Arti. Tornata a svolgere la sua funzione di chiesa per alcuni anni, dal 1883 fu trasformata in Ricovero dei Mendicanti.


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