Viene finalmente alla luce, dopo un lungo e travagliato
percorso, il volume a stampa che qui presentiamo. Un volume che
racconta la storia di un capolavoro racchiuso e quasi nascosto
per secoli nella nostra Cattedrale, nonché le vicende
e le modalità di un importante lavoro di restauro; il
tutto corredato da un ricco e sapiente apparato iconografico
e critico volto a collocare l’opera e l’autore nel
contesto artistico del loro tempo e ad illustrare le varie fasi
del recupero, affidato alla riconosciuta perizia di uno dei più apprezzati
maestri del restauro pittorico: il concittadino Alfio Del Serra,
alla cui mano sapiente si deve il restauro di alcuni fra i più grandi
capolavori contenuti nella Galleria degli Uffizi ed in altri
musei.
Il Crocifisso dipinto da Coppo di Marcovaldo, coadiuvato dal figlio
Salerno, opera la cui bellezza si impone immediatamente all’occhio
e allo spirito dell’osservatore, è forse la massima
delle sue creazioni: commissionata per la chiesa Cattedrale di
Pistoia, vi è rimasta collocata nel corso dei secoli, ma
per lunghi periodi, e soprattutto negli ultimi decenni, divenuta
scarsamente visibile e pressochè sconosciuta agli stessi
pistoiesi, che ora la possono invece ammirare, posta in bella evidenza,
appena entrano nella Chiesa. Altrettanto vale per i turisti, che
sempre più numerosi visitano la nostra città.
Quest’opera è un concentrato di arte somma e di pietà cristiana,
che trovano espressione nella figura del Crocifisso e negli episodi
della sua passione, contenuti nelle altre raffigurazioni, purtroppo
in parte perdute, della complessa architettura e composizione originaria
dell’insieme.
A restauro avvenuto, l’opera venne esposta al pubblico all’interno
dell’Oratorio di San Gaetano, nel periodo giugno - settembre
2007, per essere poi ricollocata nella chiesa Cattedrale.
Intorno a questo capolavoro si è quindi svolta un’attività complessa:
il restauro, l’esposizione, ed infine il libro che presentiamo.
Tutta questa attività, nelle sue varie fasi, è stata
interamente finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio.
Lo abbiamo fatto per motivi molteplici e facilmente intuibili;
era in ballo un episodio importante della nostra gloriosa età comunale,
la sorte di uno dei pezzi più pregiati del nostro patrimonio
artistico, la volontà di opporsi al degrado che il tempo
e l’incuria arrecano a simboli così significativi
ed evocativi delle nostre radici di comunità civile e religiosa.
Per concludere queste brevi note desidero esprimere alcuni calorosi
e non formali ringraziamenti.
Al maestro Del Serra, per il grande lavoro svolto, che ha richiesto
cultura storico-artistica, conoscenza approfondita dell’opera
e perizia di esecuzione; ed agli illustri esperti che hanno arricchito
il volume con importanti contributi storici e critici per illustrare
l’opera, l’autore, il “milieu” artistico
e culturale del periodo in cui l’opera venne realizzata.
Un dolente, commosso e grato ricordo va alla dottoressa Caterina
Caneva, che ha seguito il lavoro di restauro con grande partecipazione,
non facendo mancare il contributo della sua appassionata competenza;
essa ha potuto gioire nel vedere l’opera restaurata, ma non
per l’uscita di questo libro, per il quale stava lavorando
ad un importante saggio, completato dalla collega dottoressa Lia
Brunori, che pure ringrazio per la sua pronta e generosa disponibilità.
Un grazie sentito anche ai professori Luciano Bellosi e Giovanni
Cherubini, al Dott. Bruno Santi, alla Dott.ssa Paola Grifoni per
i loro contributi; nonché alla casa editrice per il pregevole
risultato editoriale.
Ivano Paci
Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia |