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3. CRITERI DI VALUTAZIONE
3.1 Immobilizzazioni materiali e immateriali
Gli elementi patrimoniali, materiali o immateriali destinati a essere utilizzati durevolmente sono iscritti tra le immobilizzazioni al costo di acquisto, eventualmente aumentato da quei costi che ne hanno incrementato in modo significativo il valore e le potenzialità di utilizzo, ovvero al valore di stima per quelli provenienti a titolo gratuito.
Il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo, è sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio con riguardo alla loro residua possibilità di utilizzazione.
Le immobilizzazioni immateriali sono ammortizzate per un periodo massimo di cinque anni, fatta eccezione per i programmi software il cui costo è ammortizzato in tre anni.
I beni durevoli che hanno un costo di modesta entità possono non essere iscritti tra le immobilizzazioni; in questo caso, il loro costo è imputato interamente al conto economico nell’esercizio in cui è sostenuto.
Le immobilizzazioni che, alla data di chiusura dell’esercizio, risultino durevolmente di valore inferiore a quello determinato secondo i criteri suddetti, sono svalutate a tal minor valore; questo non è mantenuto nei successivi esercizi se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata.
Gli immobili non sono soggetti ad ammortamento in quanto gli interventi di manutenzione assicurano la conservazione del loro valore.
Le opere d’arte e i beni culturali non sono oggetto di ammortamento in considerazione della loro natura.
3.1 Immobilizzazioni materiali e immateriali
Le immobilizzazione finanziarie sono rappresentate da attività detenute con finalità di investimento durevole e hanno quindi vocazione pluriennale.
- Partecipazioni
Le partecipazioni sono iscritte al valore storico di conferimento, o al costo unitario medio d’acquisto o di sottoscrizione. Detto valore viene ridotto per perdite durevoli nel caso in cui le partecipate abbiano sostenuto perdite non compensabili con riserve preesistenti, o che non siano prevedibili nell’immediato futuro utili o proventi di entità tale da assorbire le perdite stesse. Il valore originario delle partecipazioni viene ripristinato negli esercizi successivi qualora siano venuti meno i motivi della svalutazione.
L’acquisto e la sottoscrizione di partecipazioni in società ed enti senza scopo di lucro e che svolgano attività utili al conseguimento degli scopi della Fondazione, sono realizzate con le risorse destinate al perseguimento degli scopi istituzionali, determinando quale contropartita un incremento dei Fondi per l’attività dell’Istituto – sottovoce “Altri Fondi”.
- Titoli di debito e quote di Fondi d’investimento aperti e chiusi
I titoli di debito e i fondi d’investimento, sia aperti che chiusi, detenuti a scopo di stabile investimento, sono iscritti al costo unitario medio di acquisto rettificato, per i titoli di debito, della quota di competenza dello scarto di emissione e di negoziazione, e sono oggetto di svalutazione solo in caso di deterioramento duraturo della situazione di solvibilità dell’emittente.
L’ampliamento del comparto delle attività finanziarie immobilizzate
Tenuto conto delle risultanze del Conto Economico, che poteva assorbire tutte le minusvalutazioni di mercato lasciando ancora un avanzo apprezzabile, non abbiamo fatto ricorso alla facoltà prevista dall’art. 15, comma 13 del D.L. 185 convertito con legge n. 2/2009, che consente di valutare, nella redazione del bilancio 2008, le attività finanziarie non immobilizzate allo stesso valore che esse avevano nel bilancio al 31 dicembre 2007.
Abbiamo invece considerato preferibile attuare una linea che corrisponde ad un criterio di razionalità e più conforme alle strategie di investimento in attività finanziarie da sempre perseguite: e cioè procedere ad un’attenta analisi del nostro portafoglio finanziario distinguendo con maggiore attenzione le attività aventi carattere di “immobilizzazione” da quelle disponibili per la vendita per ragioni di liquidità o per cogliere altre e migliori opportunità di investimento.
Per effetto di questa analisi abbiamo trasferito nell’area delle immobilizzazioni finanziarie quelle categorie di assets finanziari che ne hanno, per loro natura e/o per destinazione della Fondazione, le caratteristiche.
Le attività finanziarie trasferite nell’area suddetta sono state valutate al costo di acquisto 2008 o al valore che le stesse avevano nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2007, essendo pressoché ininfluente la differenza rispetto al costo storico. E’ da notare che i valori mark to market attribuiti a fine 2007 scontavano già una riduzione del valore degli strumenti finanziari rispetto ai massimi raggiunti nello stesso 2007.
Le altre attività sono state valutate al prezzo di mercato al 31 dicembre 2008.
Ciò premesso, si precisa che hanno formato oggetto del trasferimento al comparto “Immobilizzazioni Finanziarie” le attività finanziarie di cui alle voci sotto indicate.
B2) Partecipazioni azionarie diverse
Da tempo la Fondazione ha in portafoglio azioni quotate con un’amplissima diversificazione (le azioni possedute si riferiscono a 53 società quotate). Di queste 53 specie di titoli sono stati immobilizzati quelli indicati nel prospetto a pagina 59, che rappresentano azioni di società che la Fondazione considera investimento permanente.
C) Titoli di debito
Si tratta di obbligazioni “corporate” anch’esse ampiamente diversificate per quanto concerne la società emittente, tutte di elevato standing.
Tali obbligazioni vengono considerate immobilizzazioni finanziarie in quanto saranno detenute tendenzialmente fino alla loro naturale scadenza.
D) Altri titoli
Sotto questa voce sono ricompresi alcune categorie di “fondi comuni” di investimento di varie categorie e precisamente: fondi bilanciati, fondi convertibili e fondi azionari, fra i fondi mobiliari. Essi si aggiungono ai “fondi immobiliari” ed i “fondi di private equity” già immobilizzati.
Tutti i suddetti fondi sono stati inclusi fra le “Immobilizzazioni Finanziarie” per la loro intrinseca caratteristica di investimenti di lungo periodo, tendenzialmente destinati al essere mantenuti durevolmente in portafoglio per consentire di realizzare le finalità ed i risultati potenzialmente esprimibili in relazione ai differenti criteri di investimento.
Sono stati mantenuti fra le attività finanziarie non immobilizzate i fondi hedge e i fondi in valuta.
Gli effetti della riclassificazione effettuata
Per effetto delle decisioni sopra illustrate, il criterio di valutazione delle immobilizzazioni finanziarie al costo di acquisto 2008 o allo stesso valore del bilancio del 2007, conduce ad un maggior valore degli investimenti interessati rispetto a quello che risulterebbe da una valutazione mark to market.
Dalla collocazione fra le “Immobilizzazioni Finanziarie” degli investimenti indicati nel punto precedente, si ottengono minori svalutazioni riassunte come segue:
| Azioni |
€ |
(1) 4.420.300,29 |
| Obbligazioni |
€ |
624.555,00 |
| Fondi |
€ |
4.554.706,95 |
| Totale |
€ |
9.599.562,24 |
(1) Azioni diverse € 3.540.214,63; azioni Intesa Sanpaolo € 880.085,66
Il saldo netto plusvalenze/minusvalenze riportato alla voce “Rivalutazione (svalutazione) netta di strumenti finanziari non immobilizzati” del Conto Economico, passa da € 11.917.520,05 ad € 2.317.957,81, con una differenza pari appunto ad € 9.599.562,24.
3.3 Strumenti finanziari non immobilizzati
Le attività finanziarie non quotate, che non costituiscono immobilizzazioni, sono valutate al minore tra il costo di acquisto e il valore di riferimento dei titoli quotati aventi analoghe caratteristiche finanziarie, ovvero il presumibile prezzo di realizzo sul mercato.
Gli strumenti finanziari quotati e le parti di organismi di investimento collettivo del risparmio aperti non immobilizzati sono valutati al valore di mercato.
Il valore di mercato è espresso dalla quotazione dell’attività finanziaria alla fine dell’ultimo mese dell’esercizio.
Le operazioni relative agli strumenti finanziari affidati in gestione patrimoniale individuale a soggetti abilitati, ai sensi del DL. 24/02/1998 n. 58, vengono contabilizzate con scritture riepilogative riferite alla data di chiusura dell’esercizio ed effettuate in conformità ai rendiconti trasmessi dai gestori che sono conservati alla stregua delle scritture contabili. Alla data di chiusura dell’esercizio, i conti della fondazione inglobano gli strumenti finanziari e le somme di denaro affidati in gestione patrimoniale individuale.
Le attività in valuta sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico.
I contratti derivati possono avere finalità di copertura di attività o di passività ovvero finalità di negoziazione. I premi incassati o pagati su opzioni ancora da esercitare trovano iscrizione in una apposita voce del passivo o dell’attivo sino al momento dell’esercizio, scadenza o cessione del contratto stesso. I contratti derivati di copertura, in essere alla chiusura dell’esercizio, sono valutati in modo coerente con le valutazioni delle attività e delle passività coperte. I contratti derivati con finalità di negoziazione, in essere alla chiusura dell’esercizio, sono valutati al minore tra il costo e il valore di mercato. L’eventuale risultato negativo della valutazione è iscritto in contropartita in una apposita voce del passivo.
3.4 Crediti
I crediti sono iscritti al presumibile valore di realizzo, che solo eccezionalmente può discostarsi dal valore nominale. I crediti, derivanti dalle operazioni di pronti contro termine, sono rilevati al valore iniziale dell’investimento, iscrivendo il credito verso le istituzioni finanziarie controparte; il relativo rateo di interesse viene rilevato nella apposita voce del Conto Economico.
3.5 Disponibilità liquide
Le disponibilità liquide sono costituite dal saldo dei conti correnti di corrispondenza attivi intrattenuti con controparti bancarie e dal fondo piccole spese che rappresenta la liquidità necessaria per far fronte a spese funzionali all’attività di segreteria.
3.6 Debiti
I debiti sono espressi al valore nominale.
I debiti in valuta sono rilevati al cambio di fine esercizio, con iscrizione dell’eventuale perdita su cambi alla voce di Conto Economico “Interessi passivi e altri oneri finanziari”.
3.7 Ratei e risconti attivi e passivi
Fra i ratei e i risconti sono rilevate le quote di oneri o proventi, comuni a
due o più esercizi, al fine di realizzare il principio della competenza temporale.
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