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3. LA GESTIONE ECONOMICA E FINANZIARIA
3.1 Criteri generali della gestione finanziari
Il D.Lgs. n. 153/99 stabilisce che il patrimonio della Fondazione è totalmente vincolato al perseguimento degli scopi statutari ed è gestito in modo coerente con la natura delle fondazioni, quali enti senza scopo di lucro, che operano secondo principi di trasparenza e moralità.
Gli orientamenti strategici della gestione patrimoniale e della politica di investimenti della Fondazione sono definiti dal Consiglio Generale come organo di indirizzo. In base ad essi il Consiglio di Amministrazione ha approvato a sua volta alcune linee guida da seguire nell’attività corrente. Il Consiglio Generale ha stabilito che la Fondazione non debba costituire una struttura autonoma per la gestione delle attività finanziarie, ritenendo opportuno affidarne in misura prevalente la gestione a soggetti abilitati, seguendo un modello di diversificazione da attuare prudenzialmente in ragione della situazione del mercato finanziario. E’ data facoltà al Consiglio di Amministrazione di gestire direttamente parte delle attività liquide per la copertura dei costi di gestione e per assicurare i flussi monetari necessari per l’attività erogativa, nonché una parte delle attività finanziarie per favorire l’aggiornamento professionale necessario per il monitoraggio dei risultati del portafoglio dato in gestione.
3.2 La gestione del portafoglio finanziario
e la strategia d’investimento
La gestione del portafoglio finanziario è ispirata ad una prudenziale diversificazione del rischio, nonché al conseguimento di un’adeguata redditività, coerente e compatibile con il profilo di rischio prescelto, finalizzata alla conservazione del valore del patrimonio.
Tenendo conto delle disposizioni normative, nel corso dell’esercizio la Fondazione ha posto attenta cura nella gestione del proprio patrimonio, osservando criteri di prudenza e di diversificazione.
In questa attività, essenziale e complessa, la Fondazione si è avvalsa di una pluralità di gestori esterni specializzati, selezionati in base a criteri di performance ed affidabilità, a cui sono stati assegnati obiettivi di rischio-rendimento differenziati sia per durata temporale che per composizione del portafoglio, al fine di rendere lo stesso più efficiente.
Gli orientamenti strategici della gestione patrimoniale e della politica degli investimenti, nonché la ripartizione del portafoglio della Fondazione sono stati definiti in attuazione del modello strategico degli investimenti finanziari stabiliti dal Consiglio Generale, con la consulenza di Prometeia Advisor Sim Spa, della quale la Fondazione si avvale dall’esercizio 2005.
La composizione del patrimonio della Fondazione contempla investimenti immobilizzati (partecipazioni strategiche e durevoli, obbligazioni corporate, e fondi comuni d’investimento bilanciati, convertibili, azionari, immobiliari e di private equity) e il portafoglio finanziario non immobilizzato composto prevalentemente da gestioni patrimoniali, titoli di Stato, azioni quotate, polizze assicurative a capitalizzazione, hedge funds e fondi in valuta.
Il modello di asset allocation strategica delle risorse finanziarie della Fondazione, escluse le partecipazioni istituzionali, prevede la seguente ripartizione tra le diverse classi di attività:
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Classi di attività |
Modello
strategico |
Peso %
al 31.12.2008 |
|
Quota %
massima
|
Quota % minima
|
| Gestioni patrimoniali |
60 |
40 |
37,33 |
| Obbligazioni euro e internazionali |
50 |
25 |
33,81 |
| Azionario euro e internazionali |
20 |
10 |
10,76 |
| Assets non tradizionali – hedge fund e immobiliari |
7 |
0 |
4,28 |
| Polizze assicurative |
10 |
0 |
6,31 |
| Fondi di private equity |
5 |
0 |
0,87 |
| Comparto monetario |
20 |
2 |
6,64 |
| |
|
|
100,00 |
Al 31 dicembre 2008 la consistenza del portafoglio finanziario, incluse le immobilizzazioni finanziarie, è pari a complessivi € 330.121.942,50, con un incremento di 7,299 mln sul 2007 (+ 2,26%).
La composizione del portafoglio finanziario al 31 dicembre 2008 mostra la seguente ripartizione quantitativa e percentuale:
|
Classi di attività
finanziarie
|
Importo |
Percentuale |
| Portafoglio immobilizzato |
171.643.368,02 |
51,99% |
| Partecipazioni a fini istituzionali |
110.993.934,13 |
33,62% |
| Altre partecipazioni |
9.463.427,40 |
2,87% |
| Obbligazioni corporate |
22.055.829,84 |
6,68% |
| Fondi comuni d'investimento bilanciati |
959.869,53 |
0,29% |
| Fondi comuni d'investimento bilanciati |
1.996.486,24 |
0,60% |
| Fondi comuni d'investimento azionari |
18.918.298,88 |
5,73% |
| Fondi comuni d'investimento immobiliari chiusi |
5.297.500,00 |
1,60% |
| Fondi comuni d'invest. private equity e mob. chiusi |
1.958.022,00 |
0,59% |
| Portafoglio non immobilizzato |
158.478.574,48 |
48,01% |
| Gestioni patrimoniali |
84.345.081,67 |
25,55% |
| Fondi comuni d’investimento |
30.738.540,58 |
9,31% |
| Titoli di debito e obbligazioni |
21.928.216,08 |
6,64% |
| Titoli di capitale |
1.850.220,83 |
0,56% |
| Hedge funds |
4.372.080,49 |
1,32% |
| Fondi comuni d'investimento in valuta |
987.179,49 |
0,30% |
| Fondi comuni d'investimento immobiliari quotati |
7.600,00 |
0,00% |
| Polizze assicurative |
14.249.655,34 |
4,32% |
| Totale generale |
214.318.497,34 |
100,00% |
3.3
Gli investimenti previsti dall’art. 7 D.Lgs. 153/99
L’art. 7, comma 1, del D.Lgs. 153/99 stabilisce, fra l’altro,
che le fondazioni investano il patrimonio in modo da assicurare
un collegamento funzionale con lo sviluppo del territorio.
Tale legame è espresso principalmente dall’importante partecipazione
ancora mantenuta nella Cassa di Risparmio conferitaria e
rafforzato dagli altri investimenti in appresso indicati:
-
partecipazione al capitale sociale della Cassa Depositi e Prestiti Spa per € 5.000.000;
-
sottoscrizioni di obbligazione Banca CR Firenze Spa per nominali € 18.800.000;
-
sottoscrizione di quote del fondo di private equity denominato Fondo Toscana Innovazione, per un impegno complessivo di € 900.000, destinato all’innovazione tecnologica delle piccole e medie imprese della Regione Toscana, tramite progetti innovativi sviluppati con start up e spin off universitari;
-
sottoscrizione di quote, per un impegno complessivo di € 2.000.000, del fondo di private equity F2i, destinato all’acquisizione di partecipazioni in settori strategici per lo sviluppo dell’economia nazionale, quali le infrastrutture, le energie rinnovabili, l’intermodalità ed altri;
-
partecipazione al capitale sociale della SAT – Società Aeroporto Galileo Galilei, società che gestisce l’aeroporto di Pisa, per un controvalore di 46.235,42.
3.4 Le principali partecipazioni
Le principali partecipazioni detenute dalla Fondazione al 31 dicembre 2008 sono rappresentate da:
-
Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia Spa
La partecipazione, costituita da azioni ordinarie e da azioni di risparmio, rappresenta il 39,65% del capitale sociale della Banca ed il 22,94% del patrimonio netto della Fondazione; per maggiori dettagli si rinvia all’apposito paragrafo della Nota Integrativa.
La Banca conferitaria rappresenta la più importante azienda bancaria della provincia e costituisce un punto fondamentale di riferimento per gli operatori e per le famiglie, per il suo ruolo di sostegno allo sviluppo della vita economica e sociale del territorio. Essa sostiene a affianca il sistema delle imprese pistoiesi, maggiormente esposto agli effetti negativi dell’attuale crisi finanziaria, adottando politiche di credito non restrittive sia nei confronti delle famiglie che delle imprese del territorio provinciale.
La Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia Spa rappresenta inoltre, per la Fondazione, un’importante controparte operativa per gli investimenti in gestione patrimoniale ed uno dei principali interlocutori per i problemi di gestione finanziaria.
E’ da rilevare inoltre che la partecipazione si è sinora dimostrata anche un buon investimento, in ragione degli utili realizzati negli ultimi esercizi. Il dividendo percepito nell’esercizio 2008 è di € 8.358.201,86 con un rendimento sul valore di bilancio pari al 12,41% per le azioni ordinarie e al 14,53% per le azioni di risparmio.
Nel gennaio 2008, per effetto dell’acquisizione della Cassa di Risparmio di Firenze da parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, la Cassa di Risparmio è entrata a far parte di tale gruppo bancario, che è uno dei più importanti a livello europeo.
E’ ancora presto per poter valutare le conseguenze di tale nuova collocazione; e la crisi esplosa nell’anno trascorso non è il contesto più idoneo per processi, comunque non facili; ma ci auguriamo che da questa nuova situazione scaturiscano effetti positivi per l’efficienza gestionale, la provvista di capitali e l’assistenza alle imprese del territorio, specialmente per lo sviluppo sui mercato internazionali e per la disponibilità di strumenti innovativi.
-
Intesa Sanpaolo Spa
La partecipazione posseduta, rappresenta lo 0,01413% del capitale di risparmio, e lo 0,31212% del capitale ordinario. Per maggiori dettagli si rinvia alla Nota Integrativa.
La partecipazione è stata acquisita per effetto dell’operazione di permuta, perfezionata in data 29 gennaio 2008, con la partecipazione da noi posseduta nella Cassa di Risparmio di Firenze, che infatti non appare più nel presente bilancio.
Per effetto di tale operazione, la Fondazione ha provveduto a trasferire ad Intesa Sanpaolo Spa l’intera partecipazione posseduta nella Banca CR Firenze Spa, pari a n. 30.500.776 azioni ordinarie, ricevendo in permuta n. 36.417.927 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo Spa, pari allo 0,307% del capitale ordinario della medesima banca.
La partecipazione ha consentito di incassare nell’esercizio 2008 un dividendo di € 13.838.812,26, con un rendimento del 38,18% sul valore di bilancio.
-
Cassa Depositi e Prestiti
Dal dicembre 2003 la Fondazione è intestataria di n. 500.000 azioni privilegiate di questa società, che rappresentano lo 0,14285% del capitale sociale della stessa. Il valore nominale unitario delle azioni è pari ad € 10,00.
Per maggiori dettagli si rinvia a quanto esposto nella Nota Integrativa.
La missione istituzionale della Cassa Depositi e Prestiti è di favorire lo sviluppo di investimenti pubblici, soprattutto le opere infrastrutturali destinate alla fornitura dei servizi pubblici a carattere locale e delle grandi opere di interesse nazionale, assicurando un adeguato ritorno economico agli azionisti e, allo stesso tempo, garantendo la tutela del patrimonio ambientale. La crisi in atto renderà opportuno, e forse necessario, un ampliamento della missione della società.
E’ allo studio l’ipotesi di conversione anticipata in azioni ordinarie delle azioni privilegiate possedute dalle fondazioni bancarie.
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Fondazione per il Sud
La Fondazione per il Sud è stata istituita in attuazione del Protocollo d’Intesa per la realizzazione di un piano di infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, sottoscritto dalle fondazioni di origine bancaria e dalle organizzazioni per il Volontariato nel 2005.
La partecipazione è stata perfezionata nell’anno 2006 con il versamento della quota di spettanza della nostra Fondazione per la costituzione del patrimonio iniziale della Fondazione per il Sud.
La Fondazione per il Sud ha l’obiettivo primario di promuovere e potenziare le strutture per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle regioni che rientrano nell’obiettivo prioritario 1 del Regolamento C.E. n. 1260 del 21 giugno 1999. La Fondazione opera nei settori previsti dalla legge per le fondazioni di origine bancaria.
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Organismi associativi
La Fondazione è inoltre socio dell’Associazione delle Casse di Risparmio Italiane e delle Fondazioni di Origine Bancarie (ACRI), nonché, in qualità di “member”, dell’European Fondation Centre (EFC), associazione con sede in Bruxelles, che a livello europeo costituisce la rappresentanza delle fondazioni, alla quale hanno aderito gran parte delle fondazioni di origine bancaria e delle fondazioni di diritto comune.
3.5 Indicatori di redditività
La redditività del patrimonio della Fondazione è sinteticamente espressa da alcuni degli indici riportati nella tabella “indicatori economico-patrimoniali”, compresa nelle informazioni complementari.
Essi sono:
-
Proventi complessivi/Patrimonio netto: il rapporto misura la redditività complessiva del patrimonio; esso passa dal 7,27% del 2007 al 9,30% del 2008.
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Proventi finanziari/Investimenti finanziari:
l’indice misura la redditività degli investimenti diversi dalle partecipazioni; passa dal 4,33% del 2007 all’1,96% del 2008.
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Dividendi da partecipazione/Partecipazioni:
l’indice esprime, esclusivamente in termini di dividendo, la redditività delle partecipazioni; a fine esercizio l’indice si attesta al 18,95% contro il 9,93% del 2007.
In sintesi, rispetto all’esercizio precedente, si osserva un incremento della redditività globale del patrimonio e della redditività dei dividendi delle partecipazioni, mentre si registra una netta riduzione della redditività degli investimenti diversi dalle partecipazioni.
3.6 Esposizione al rischio
L’attività della Fondazione, specialmente per quanto riguarda la gestione degli investimenti patrimoniali, espone di per sé la Fondazione stessa ad alcuni rischi essenzialmente derivanti dalla natura finanziaria degli investimenti medesimi. Tuttavia con riferimento alla Fondazione i rischi principali presentano una consistenza del tutto modesta come risulta dalle sommarie considerazioni che seguono:
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rischio di liquidità: è sostanzialmente inesistente, tenuto conto degli impegni previsti in relazione alle disponibilità esistenti o prontamente liquidabili, che sono una parte consistente delle nostre attività finanziarie;
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rischio di prezzo:
è anch’esso molto attenuato in quanto le attività finanziarie non immobilizzate e quotate sono in carico a valori molto depressi; mentre le attività immobilizzate riguardano un orizzonte di medio periodo che consentirà il superamento della crisi in atto ed il recupero delle minori valutazioni;
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rischio emittente:
la componente obbligazionaria “corporate” degli investimenti è tutta di primarie società e con elevato rating. I titoli di Stato sono esclusivamente italiani;
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rischio di tasso:
il comparto obbligazionario, corporate e governativo, è suddiviso fra tasso fisso e variabile, con duration breve. E’ allo studio l’eventualità di un riposizionamento che ci consenta di cogliere le migliori opportunità future;
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rischio di variazione dei flussi finanziari:
questo rischio è legato essenzialmente alla mancata distribuzione dei dividendi da parte delle partecipate, o dalla loro riduzione rispetto al passato; è un rischio che diverrà realtà nel corrente esercizio, perché sono ormai annunciate decisioni nel senso indicato che porteranno ad una consistente riduzione del volume dei proventi.
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